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Email marketing: cinque consigli pratici per non finire nello spam

Tutti i provider di posta elettronica provano a determinare, tramite complessi algoritmi, se il messaggio ricevuto sia da destinare alla cartella della posta in arrivo oppure in quella dello spam. Alcuni vi riescono bene, altri meno, ma in tutti i casi ci sono diversi accorgimenti che possono essere adottati per aumentare la possibilità di mandare a segno la propria campagna di email marketing. A suggerire i cinque consigli principali per evitare di far finire le email nella cartella spam sono gli esperti di 4Dem, piattaforma Made in Italy di email e sms marketing.

Costruirsi una buona reputazione

La regola madre del web vale anche per l’email marketing: la reputazione della propria identità incide sui risultati. Così, se Google premia i siti web che hanno una buona reputazione online, anche i vari provider mondiali si sono attrezzati per dare ad ogni messaggio una valutazione basata sull’interazione con il messaggio. I provider, da qualche tempo, hanno infatti messo in atto un meccanismo che premia chi segue le regole. Tra queste, la più importante, è quella di non comprare liste di indirizzi email né tantomeno sfruttare quelle altrui. I clienti devono aver scelto volontariamente di seguire un brand.

L’interazione con il messaggio: la chiave del successo

Più il messaggio attira l’interesse del lettore e maggiore sarà la valutazione positiva del provider. Oggi i vari gestori di posta come Gmail, Yahoo!, Hotmail, ma anche quelli italiani come Libero si affidano ad algoritmi e classificazioni di Artificial Intelligence. Se le email provenienti dallo stesso brand vengono cancellate dall’utente senza essere aperte, o aperte e subito cancellate, o ancora contrassegnate come spam, i provider tenderanno a spostare campagne successive direttamente nella posta indesiderata. Per evitare questo è fondamentale che i clienti si fidino di chi gli ha inviato un’email e della sua professionalità. A questo scopo è decisivo che i contenuti siano importanti per chi li riceve, magari con un oggetto accattivante, inviati all’ora giusta e con un design compatibile con tutti i dispositivi.

Parole e punteggiatura da evitare

Diversi accorgimenti possono essere presi anche in fase di scrittura. Il primo suggerimento pratico è quindi quello di non utilizzare (o usare il meno possibile) espressioni come “clicca qui” o “soldi facili” e di non abusare di parole come “gratuito” e “omaggio”. Allo stesso modo sarà importante non esagerare con l’utilizzo dei punti esclamativi e comunque evitare di metterne due o tre di seguito.

Testo in maiuscolo e colori

In una campagna di email marketing a contare è soprattutto il contenuto, e utilizzare caratteri cubitali non farà aumentare le vendite. Scrivere tutto in maiuscolo è fastidioso per chi legge e facilmente etichettabile come spam da tutti i provider. Allo stesso modo anche i colori vanno scelti con cura: sceglierne di troppo accesi aumenterà il rischio di finire tra la posta indesiderata. Attenzione agli errori! Parola d’ordine: rileggere. Scrivere una newsletter o un comunicato stampa con errori e refusi vi potrà far identificare come sciatti dal lettore o come indesiderabili dal provider di posta. Attenzione anche all’HTML.

Evitare oggetti non credibili

L’ultimo consiglio di 4Dem per una campagna a prova di spam è quello di prestare attenzione all’oggetto delle email inviate. Se si sta proponendo ai clienti una promozione, sarà ad esempio importante inserire un oggetto preciso e univoco evitando frasi riferite a sconti troppo vaghi che potrebbero far pensare ad una truffa.

Un esempio? Meglio “Sconto del 20% su giacche e felpe. Approfittane!” rispetto a “Sconti incredibili su tutto! Approfittane!”.

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