Allunaggio…sulla Terra! I paesaggi lunari secondo Volagratis.com

Era il 20 luglio 1969 quando la missione spaziale Apollo 11 portò i primi uomini sulla Luna: il primo a toccare la superficie lunare fu Neil Armstrong, sei ore più tardi dell’allunaggio, il 21 luglio alle ore 02:56 UTC, mentre Buzz Aldrin arrivò 19 minuti dopo. 

Per celebrare i cinquant’anni dall’allunaggio, Volagratis.com ha selezionato 12 paesaggi “lunari” da scoprire senza bisogno della navicella spaziale, direttamente sulla Terra! Pronti per questo viaggio…spaziale?

Parco Nazionale Timanfaya, Lanzarote

Il Parco Nazionale di Timanfaya, a Lanzarote, è il risultato di un’intensa attività vulcanica che ha plasmato l’intero territorio per secoli portando in superficie ben 25 vulcani. La terra rossa e quella nera si mescolano creando un contrasto cromatico straordinario tra oceano e cielo.

Vulcani di fango, Azerbaijan

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A pochi chilometri da Baku, capitale dell’Azerbaijan, si trova uno dei paesaggi più sorprendenti del Caucaso: quello dell’area dei vulcani di fango. Studiati anche dalla NASA in preparazione alle spedizioni verso Marte, i vulcani di questa penisola affacciata sul Mar Caspio, alcuni dei quali piccolissimi, sono attivi da oltre 25 milioni di anni e portano in superficie non solo fango, ma anche gas che arrivano direttamente dai più profondi strati terrestri.

Grand Canyon, Stati Uniti

Scavata dal fiume Colorado, in Arizona, la gola del Grand Canyon raggiunge una profondità massima di quasi due chilometri regalando un panorama mozzafiato, come quello che si può ammirare dall’Horseshoe Bend. Inoltre, nell’Antelope Canyon è possibile vedere la sovrapposizione di strati geologici e fare un viaggio di migliaia di anni con un solo sguardo.

Deserto di Atacama, Cile

Il Deserto di Atacama, che si estende tra Cile e Perù, da una parte si adagia ai piedi delle Ande e dall’altra viene bagnato dall’Oceano Pacifico creando un clima e un paesaggio quasi unico nel suo genere. Nella Valle della Luna, non lontano da San Pedro de Atacama e nel cuore del deserto, le basse temperature e l’altitudine permettono addirittura le nevicate: la polvere bianca ricopre così i pendii e sembrerà di essere realmente volati sulla superficie del nostro satellite.

Lago Natron, Tanzania

Situato nella Rift Valley africana e ai piedi del Vulcano Gelai, questo bacino estremamente salino permette la vita di pochissime specie, come alcuni particolari batteri ricchi di pigmenti rossi (che colorano l’acqua) e i fenicotteri minori, che vivono qui grazie a uno strato protettivo sulle zampe e sul becco. Proprio l’acqua incredibilmente caustica evita il processo di decomposizione delle carcasse degli animali che ne entrano in contatto, dando però il via a quello di imbalsamazione: da qui la leggenda del lago in grado di pietrificare gli esseri viventi. 

Salar de Uyuni, Bolivia

Una distesa bianca che sembra non avere fine. Il Salar de Uyuni, in Bolivia, è un gigantesco deserto di sale. L’assenza quasi totale di fauna e flora elimina spesso ogni possibile punto di riferimento trasformando la distesa in un labirinto senza pareti.

Valle della Luna in Sardegna, Italia

Nell’are di Santa Teresa di Gallura si trova la Valle della Luna italiana, formata da imponenti massi di granito erosi e modellati dagli agenti atmosferici con il passare dei secoli: proprio a loro si deve il nome della zona, perché quando vengono illuminati dalla luce riflessa del nostro satellite sembra proprio di trovarsi lassù, a chilometri e chilometri di distanza.

Death Valley National Park, Stati Uniti

La “Valle della morte” si estende principalmente in California, coprendo anche una parte del territorio del Nevada: il suo deserto sembra una zona al di fuori del mondo, con scarsissima vegetazione dai colori spenti e una fauna perfettamente mimetizzata. Le antiche miniere, le città fantasma, i laghi prosciugati, i vulcani spenti e la sua vastità rendono la Death Valley uno dei luoghi più suggestivi della costa ovest del Paese.  

Deserto del Sinai, Egitto

Spectacular aerial view of the holy summit of Mount Sinai, Aka Jebel Musa, 2285 meters, at sunrise, Sinai Peninsula in Egypt.

La penisola del Sinai è una terra di confine quasi interamente desertica, ma bagnata sia dal Mediterraneo, a nord, che dal Mar Rosso, a sud. Pochissime città ma tantissima sabbia e altrettanta roccia che insieme formano un paesaggio lunare tinto di ocra e di rosso e che si estende per chilometri e chilometri. A proposito di luna, pare che il suo nome derivi proprio dall’antico dio della luna Sin, venerato da Sumeri, Babilonesi e Assiri della vicina Mesopotamia.

Saline di Trapani in Sicilia, Italia

Una distesa bianca, piccole dune di sale che compaiono qua e là e un mare cristallino a pochi metri: un paesaggio splendido che si può ammirare nella provincia di Trapani, nella Riserva Naturale delle Saline istituita nel 1995. All’alba o al tramonto, l’intera zona è più tranquilla e si tinge di mille sfumature diverse date dalla luce del sole parzialmente nascosto dietro l’orizzonte. La raccolta del sale in queste zone è il frutto di una tradizione antichissima ed è parte integrante del territorio.

Tozeur, Tunisia

Remains of buildings from the set of Star Wars in Tunisia

Se la luna fosse abitata, probabilmente assomiglierebbe alla zona di Tozeur, in Tunisia. Ai margini del deserto del Sahara, la città ha una storia antichissima influenzata dalle popolazioni berbere, dai Cartaginesi e dai Romani. Per gli appassionati di cinema, è bene ricordare che nel 1999 la Lucasfilm scelse Tozeu come location per le riprese di Star Wars I – La minaccia fantasma, uno dei film di fantascienza più famosi degli ultimi decenni: la zona si è così trasformata in Eos Espa, città sul pianeta Tatooine, e ospita ancora oggi le case realizzate per il film. Qui si esplora davvero un altro mondo. 

Ice Cave, Islanda

Per immaginare un pianeta completamente coperto di ghiaccio non serve salire a bordo di una navicella spaziale: basta entrare in una delle gelide grotte islandesi. Le più famose si trovano nella parte sudorientale dell’isola, nell’area di Vatnajökull, una delle masse di ghiaccio più grandi d’Europa. Oggi l’intera zona fa parte di un Parco Nazionale ricco di aree da esplorare all’aria aperta e altre che si addentrano nelle profondità del ghiacciaio. Le grotte sono moltissime e alcune visitabili in compagnia di speleologi esperti. L’aspetto più affascinante è che, per il continuo movimento del ghiacciaio, anche le cavità si modificano continuamente.