Bici+treno: multe per chi non lo permette

Anche se l’Italia è tra le prime potenze del mondo, siamo molto lontani dall’essere un paese civile.
In una nazione del futuro infatti la mobilità sostenibile dovrebbe essere sempre incentivata e non diventare appannaggio di pochi.

242_34456_397604_399373140150040_1562366979_nIn questo senso, sono ancora ridicoli i limiti imposti alle biciclette che sulle metropolitane romane possono transitare solo dopo le 20.00. Allo stesso modo è ridicola la fatica che i ciclisti debbono fare per viaggiare in treno con il proprio mezzo. Sono infatti sempre troppo pochi i treni in cui l’area biciclette è disponibile e accessibile e anche quando lo è, risulta priva di sistemi di aggancio che consentano il comodo trasporto di una bici addobbata per un viaggio.

La maggior parte dei treni infatti possiede solo il gancio alla parete a cui le biciclette devono essere letteralmente appese mettendo in difficoltà chiunque abbia delle sacche o non abbia la forza di sollevare il proprio mezzo.

Detto questo, sono ancora molti i treni su cui non è affatto disponibile il servizio sebbene questo, ormai, risulti obbligatorio. Infatti l’Art. 6 del DECRETO LEGISLATIVO 17 aprile 2014, n. 70 prevede, non solo l’obbligatorietà del servizio, ma anche multe pecuniarie per chi non lo offra:

In caso di inosservanza dell’obbligo di cui all’articolo  5  del regolamento relativo alla possibilita’ di trasporto delle  biciclette a bordo del treno, le imprese ferroviarie sono soggette al  pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria da 200 euro a 1.000 euro.

Trenitalia ed Italo dovranno quindi adeguarsi e di certo, la presenza di questo decreto, spiana la strada ad una selva di ricorsi per disservizio.

Per viaggiare in bici su un treno, lo ricordiamo, è sufficiente acquistare un supplemento di soli 3,5 euro per i treni nazionali e di 12 euro per quelli internazionali. 

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