La terra di “2001 Odissea nello spazio” arriva a Venezia 76 con il Green Drop Award

Torna anche quest’anno alla Mostra Internazionale d’Arte cinematografica di Venezia il Green Drop Award, il riconoscimento che Green Cross Italia assegna al film, tra quelli in gara, che interpreta meglio i valori dell’ecologia, dello sviluppo sostenibile e della cooperazione fra i popoli.

Come sempre, il premio sarà una meravigliosa Goccia di vetro di Murano soffiata dal maestro Simone Cenedese: all’interno della goccia è contenuta una terra speciale, che quest’anno arriva dalla culla dell’umanità: si tratta infatti della terra della gola dell’Olduvai, l’area della Tanzania nella quale i primi ominidi hanno imparato a vivere e cooperare insieme e sono poi migrati per raggiungere ogni parte del Pianeta. Milioni di anni fa, questa vasta regione caratterizzata dal clima arido ospitava invece, un lago, un bosco ricco di varietà vegetali e un’ampia area per il pascolo.

«Oggi i resti fossili della gola dell’Olduvai sono composti da depositi lacustri, fluviali, eolici e piroclastici che hanno restituito negli ultimi decenni resti umani e utensili di pietra che documentano quasi due milioni di evoluzione umana» spiega il paleontologo Rodolfo Coccioni che con la Settimana del Pianeta Terra ogni anno è responsabile della raccolta della preziosa testimonianza contenuta nella goccia di vetro. Le ossa ritrovate appartengono a diverse specie di ominidi che si sono avvicendate nel corso dei milioni di anni dall’Australopithecus boisei all’Homo habilis fino ai giorni nostri (i ritrovamenti più recenti risalirebbero “solo” a 15mila anni fa).

Ma cosa c’entra con il cinema la terra della Gola dell’Olduvai? Proprio qui “il regista Stanley Kubrick e lo scrittore Arthur C. Clarke vollero ambientare il primo capitolo di ‘2001: Odissea nello spazio‘, in cui i primi ominidi, rappresentati quasi come scimmie, trovano il misterioso monolito nero, simbolo di un salto evolutivo”, spiega Marco Gisotti, direttore Green Drop Award. “In qualche modo Kubrick metteva in scena una realtà storica. Nella gola dell’Olduvai, quasi due milioni di anni fa, infatti, è cominciato il cammino dell’umanità”.

“Questo ci ricorda due cose: la prima è che siamo o siamo stati tutti dei migranti. La seconda che questo Pianeta non è nostro, che siamo degli inquilini insieme a tantissime altre specie in terra, in mare e nel cielo. Per questo, le conseguenze drammatiche del cambiamento climatico chiedono azioni immediate e responsabilità condivise, a protezione delle generazioni presenti e per quelle future”, aggiunge Elio Pacilio, presidente di Green Cross Italia.

Carico di responsabilità quindi il compito della giuria del premio, presieduta quest’anno dall’attrice Stefania Sandrelli, affiancata da Claudio Bonivento, produttore e regista del recente “A mano disarmata”Bepi Vigna, sceneggiatore e regista (suo il film di apertura della Settimana della critica a Venezia 74, “Nausicaa”), Tarcisio Agus, direttore del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna e dal cineasta venezuelano Juan Vicente Manrique.

La cerimonia di premiazione è fissata per il 6 settembre, alle 13,30, negli spazi della Fondazione Ente dello Spettacolo, Sala Tropicana 1 dell’Hotel Excelsior, Lido di Venezia.

L’edizione 2019 è realizzata con il Patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e in collaborazione con il Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna, la Sardegna Film Commission e La settimana del pianeta Terra.