Mobilità sostenibile e verde pubblico: le richieste degli italiani post lockdown secondo Greenpeace

Si chiama #Restart ed ha l’ambizione di rendere le città più sostenibili e resilienti alla crisi: è il progetto lanciato da Greenpeace nel post lockdown con l’obiettivo di coinvolgere le persone in alcune grandi città come Roma, Madrid, Bogotà e Città del Messico non solo per adottare comportamenti più sostenibili, ma soprattutto nel farsi parte attiva nelle richieste di cambiamento verso le amministrazioni locali. 

Già oggi il 55% della popolazione mondiale vive in contesti urbani, e si prevede che questa quota salirà al 68% entro il 2050. Secondo l’Agenzia per l’Ambiente dell’ONU (UNEP), il 75% delle emissioni globali di gas serra viene proprio dalle città. “Se vogliamo risolvere la crisi che abbiamo di fronte: ambientale, sanitaria ed economica, dobbiamo cambiare il modo in cui consumiamo e viviamo gli spazi urbani. La direzione da prendere è chiara: cibo prodotto localmente e in modo ecologico, mobilità alternativa, pubblica e condivisa, spazi verdi sicuri e accessibili a tutti, dal centro alle periferie delle nostre città”, dichiara Chiara Campione, coordinatrice internazionale del progetto.

Secondo un sondaggio online condotto da Greenpeace Italia e a cui hanno partecipato oltre 15 mila persone, emerge chiaramente che oltre il 90% delle persone pensa che la politica debba agire, ma anche i cittadini debbano fare la loro parte, a partire dalle abitudini quotidiane. Oltre il 70% non è soddisfatto degli investimenti del governo per rendere le nostre città più ecologiche e sostenibili e oltre il 90% esprime preoccupazione per il fatto che i politici sottovalutano il rischio che le nostre città potrebbero affrontare a causa di eventi estremi dovuti ai cambiamenti climatici, come avvenuto prima della pandemia. 

E se fossero i cittadini ad amministrare le città? Più piste ciclabili (13%), più investimenti in trasporto pubblico (14%), più aree verdi (20%), e tutte queste cose, ma dando la priorità alle periferie (37%).

“Alcune città italiane si stanno muovendo sul fronte della mobilità. Il rischio però di ritrovare nuovamente le città invase dalle auto e con aria irrespirabile resta alto”, commenta Federico Spadini della campagna trasporti di Greenpeace Italia. Solo a Roma ogni anno si trascorrono 166 ore imbottigliati nel traffico, e l’Italia è il Paese con il maggior numero di morti premature dovute all’inquinamento atmosferico in Europa, con più di 76 mila decessi all’anno. “Accogliamo positivamente gli annunci dei sindaci, da Milano a Roma, sulla creazione di nuove bike lane, ma questo da solo non basta. È necessario che le coperture economiche siano garantite, che gli interventi siano resi permanenti e che si investa sulla mobilità sostenibile a 360 gradi, potenziando il trasporto pubblico, la mobilità condivisa ed elettrica e ripensando gli spazi pubblici e la viabilità”.

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Redazione - The Ecoowl